Videosorveglianza partecipata
Telecamere sulla strada se paga il privato
A Torino i privati potranno posizionare telecamere direttamente sulle strade previo accordi vincolanti con il comune. Sostenendo i costi ma perdendo di fatto la disponibilità dei filmati.
Con la deliberazione di Giunta n. 510 del 2 settembre 2025, la Città di Torino ha introdotto un modello di videosorveglianza partecipata che consente a cittadini, associazioni e operatori economici di contribuire al potenziamento del sistema comunale, senza però poter accedere direttamente alle immagini.
Il meccanismo si fonda sull’acquisto e messa a disposizione da parte dei privati di telecamere tecnologicamente avanzate, integrate nella rete comunale e gestite in via esclusiva dal comune, titolare del trattamento.
L’iter prevede:
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la presentazione di un progetto tecnico a carico del privato
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la valutazione di idoneità da parte del municipio
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la stipula di una convenzione approvata dalla Giunta con obbligo per il privato di sostenere i costi di installazione, manutenzione, connessione, storage dei dati e licenze software, nonché di adeguare la segnaletica.
La cornice normativa è delineata dal dl 14/2017, art. 7, che consente la partecipazione dei soggetti privati a progetti di sicurezza urbana mediante accordi o patti locali, con specifiche agevolazioni fiscali per chi investe in sistemi avanzati dotati di analisi video e invio automatico di allarmi alle centrali operative.
Il regolamento comunale torinese disciplina in dettaglio modalità e criteri di valutazione dei progetti. Una volta approvati, gli impianti sono interamente gestiti dal comune, che assume anche la responsabilità privacy.
Se da un lato il modello consente di ampliare senza costi diretti il patrimonio tecnologico pubblico, dall’altro presenta criticità evidenti:
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Il privato non può legittimamente monitorare la pubblica via
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Difficilmente sarà incentivato a sostenere oneri così gravosi per un beneficio solo indiretto
In prospettiva, una soluzione più sostenibile potrebbe essere rappresentata dall’impiego di sistemi “stand alone”, messi a disposizione in via esclusiva delle forze di polizia, che garantiscono un bilanciamento più efficace tra sicurezza urbana, investimenti e tutela della riservatezza.