Telecamere in negozio
Senza privacy il titolare paga dazio
Non si possono installare telecamere in un esercizio commerciale senza cartelli e informative, ma soprattutto senza accordi sindacali in presenza di dipendenti.
E per attivare l’attenzione dell’Autorità basta un sopralluogo ordinario della polizia municipale.
Lo ha ribadito il Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento n. 457 del 4 agosto 2025.
La polizia locale di Modena ha effettuato un accertamento di routine presso un negozio di vicinato, riscontrando l’installazione di un impianto di videosorveglianza privo di segnaletica e senza accordi sindacali o autorizzazioni espresse dell’Ispettorato del Lavoro.
L’Autorità ha quindi avviato un’istruttoria che si è conclusa con l’applicazione di una sanzione amministrativa, stante la carenza dei cartelli e l’impiego di telecamere in presenza di dipendenti senza le necessarie autorizzazioni.
Nel provvedimento, il collegio ha ricordato che i trattamenti di dati personali effettuati tramite impianti di videosorveglianza nei luoghi di lavoro devono rispettare i principi di liceità e proporzionalità del Gdpr (artt. 5, 6 e 9) e conformarsi alle discipline nazionali più specifiche in materia di tutela dei lavoratori.
In Italia, tali norme sono rappresentate dall’articolo 114 del Codice della Privacy e dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.
Esse consentono l’uso di sistemi di controllo e ripresa solo per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza o tutela del patrimonio aziendale, previa stipula di un accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.
La mancata attivazione di questa procedura rende illecito il trattamento dei dati e comporta la violazione di interessi collettivi tutelati dalla legge e dalla giurisprudenza di legittimità.
Solo l’intervento preventivo delle rappresentanze sindacali o dell’Ispettorato può garantire un corretto bilanciamento tra le esigenze dell’impresa e la dignità dei lavoratori, evitando controlli occulti e sanzioni amministrative di rilievo.
Insomma, senza cartelli ben in vista e senza alcuna tutela preventiva dei lavoratori, le telecamere diventano un boomerang, anche per il semplice esercizio di vicinato.